Il business del separificio

Prefazione:

Ho lavorato negli Stati Uniti ed Inghilterra come ricercatore per gran parte della mia vita, sono Italiano e qualche anno fa sono diventato padre di una splendida bambina. Purtroppo, per cause indipendenti dalla mia volontà, mi sono separato dalla mia ex e da quel momento è iniziato un calvario giudiziale che mi ha portato a vedere quanta ingiustizia ci sia nel diritto di famiglia italiano e perchè i padri separati siano potenzialmente la classe sociale più maltrattata ed abusata nell’Italia del ventunesimo secolo. Posso affermare che la mia vita e carriera sono stati distrutti dallo stesso sistema giudiziario che, in qualsiasi altro paese che si definisca ‘civile’ e ‘democratico’, dovrebbe tutelare la mia persona come genitore, cittadino ed onesto lavoratore.

Questo articolo è scritto con un linguaggio volutamente facile ed accessibile con l’intento di agevolare la lettura a tutti e di prestare quanto meno spazio possibile ad interpretazioni e strumentalizzazioni (anche se ce ne saranno comunque).

Indipendentemente dal sito web nel quale state leggendo queste parole o dalla persona che ve le sta proponendo, cercate di non ragionare così: “non mi piace questo sito/persona, quindi anche i contenuti saranno tutti falsi”, perchè cadreste nella comunissima fallacia logica dell’ ”ad-hominem” (https://en.wikipedia.org/wiki/Ad_hominem): per favore giudicate queste parole con la vostra testa e con spirito critico.

Art. 3 della costituzione italiana

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali

Nel 21esimo secolo, in Italia, questa affermazione suona più falsa e ipocrita che mai per un genitore separato (nella stragrande maggioranza per un padre separato).

Non sempre i giudici e i magistrati si comportano così. Non sempre vengono fatti gli interessi del separificio e non quelli del minore. Non sempre i padri vengono così maltrattati. Ma spesso. Troppo spesso.

Mettiamo subito una cosa in chiaro: questo documento non fa sessismo. Non è misogino. Non è misandrico. Si prende solo atto della vita reale: ci sono madri schifose e padri schifosi. Ma la giustizia, nel diritto di famiglia, al momento pende da una parte soltanto e questa ingiustizia non è più accettabile.

La giustizia dovrebbe tutelare un divorziato/separato perchè la verità è che: ci si può ritrovare separati anche avendo dato il massimo, essendo stati le persone più oneste, lavoratrici e corrette del mondo. Chi pensa ‘quella persona è separata perchè ha scelto la persona sbagliata, se l’è meritato’ giudica senza cognizione di causa o esperienza di vita e generalizza stupidamente: le persone cambiano, i problemi cambiano e addirittura disturbi mentali insorgono in tarda età adulta a volte senza chiare avvisaglie (cfr. disturbo bipolare in età adulta): non sempre la persona con cui si è scelto di formare una famiglia vorrà rimanerne parte o sarà disposta a fare sacrifici nel nome dei figli e della famiglia o rimarrà la stessa persona che era prima. Nel 21esimo secolo non è più accettabile in Italia che una scelta sbagliata distrugga un genitore se c’è un figlio di mezzo (ancora peggio se ce ne sono più di uno) e non è più accettabile che nella stragrande maggioranza il tribunale prediliga la madre piuttosto che il padre. E’ conoscenza comune (l’ISTAT non riporta i dati su quante siano le madri il genitore collocatario e che percepiscano un assegno di mantenimento per i figli o come coniuge economicamente più debole – attenzione inoltre: i redditi dei genitori dei coniugi non sono quasi mai conteggiati!) che un padre separato non sarà, tranne casi eccezionali, mai preferito alla madre come genitore collocatario.

Il principio sbagliatissimo e anticostituzionale della ‘maternal preference’ (ovvero del preferire, soprattutto con bambini piccoli, la madre in ogni circostanza durante le separazioni), espresso dalla cassazione in alcune occasioni, genera razzismo di genere (sessismo) contro la figura paterna (e non è valido nemmeno in tenerissima età in quanto ci sono padri che, per incapacità o disinteresse della madre, hanno allattato loro i propri figli con latte sintetico, amore e tanta pazienza – ancora una volta NON si può generalizzare). Così come non è giusto considerare tutti gli immigrati dei ladri, nemmeno se per assurdo le statistiche dicessero che il 70% degli immigrati sbarcati si è dato al crimine (non sarebbero da condannare quel 30% di immigrati venuti a lavorare ed onesti), allo stesso modo non è giusto generalizzare e considerare la madre sempre come il genitore migliore per i figli e da fare collocatario in ogni caso.

Un padre separato, anche se amorevole ed amato dai suoi figli e logisticamente capace di occuparsi di suo figlio per almeno il 50% del tempo, sarà difficilmente scelto dagli ‘orientamenti prevalenti dei tribunali’ come genitore collocatario.

Un padre separato (o più raramente una madre separata) si trova a combattere un sistema incostituzionale ed insensato giustificato sul famigerato e strumentalizzatissimo bene superiore del minore che troppo spesso NON è il bene reale del minore ma garantisce una valanga di ricorsi e appelli in quanto ingiustizia.

La prima cosa che un sistema giudiziale dovrebbe fare, esattamente come viene fatto nel resto d’Europa, è tentare una mediazione e separare una coppia conflittuale senza generare pregiudizio per il minore. Ma distruggere economicamente e frustrare una sola figura genitoriale (il padre di solito) è la ricetta per generare malcontento, contrasti e NON fare il bene del minore. Viene davvero il dubbio che lo scopo sia fare ricorsi..

Dal documento ‘Child maintenance systems in EU Member States from a gender perspective’ (https://www.europarl.europa.eu/RegData/etudes/note/join/2014/474407/IPOL-FEMM_NT(2014)474407_EN.pdf) si nota che l’Italia è l’unico paese europeo in cui i giudici fanno di testa loro, assegnano tempi e mantenimenti con criteri imperscrutabili e senza nemmeno consultare i genitori (a volte senza nemmeno leggere le pagine e pagine di ricorsi imbellettate o volutamente lunghe&prolisse per nascondere elementi importanti da parte dei rispettivi avvocati)

I seguenti punti non sono più accettabili:

  1. Non è accettabile che nei casi applicabili (cioè dove la distanza geografica fra i genitori sia poca, nessuno dei due sia stato giudicato parentalmente incapace per violenza o disturbi psicologici o altri motivi, etc.) si elegga un genitore collocatario. Questa figura, inventata di sana pianta dalla magistratura giustificandola con ‘il minore deve avere la sua routine, una cameretta sola ed un paese solo dove andare a scuola ed avere amici’, di fatto rende i figli orfani di padre. E neanche la teoria dei ‘pacchi postali’ dove si sostiene che i figli non debbano avere due residenze (dal padre e dalla madre) perchè vadano loro minimizzati i viaggi regge: con la prassi abbastanza standard di dare le “ore d’aria” al padre (cioè weekend alternati e due pomeriggi a settimana) il minore spesso viaggia ugualmente o se non di più, perde il genitore paterno (o materno, ma molto più raramente) e tutte le decisioni di rilievo vengono prese dal genitore collocatario. Addirittura agevolazioni come il bonus babysitter è richiedibile SOLO dal genitore collocatario causa residenza del minore. Queste sono ALTRE discriminazioni inaccettabili. Ancora una volta: la legge NON cita in nessuna parte una figura collocataria. La legge 54/2006 (opposta da figure becere che premono per il razzismo di genere ancora di più e da un business schifoso che fa soldi sui contrasti fra i genitori) è troppo generica, riduttiva e viene costantemente ignorata o interpretata a caso dai magistrati.
  2. Non è accettabile che i mantenimenti ai figli non abbiano rendicontazione e non debbano soltanto coprire vitto/alloggio/vestiario del minore, ma debbano rendere il minore un ‘grande equalizzatore’ facendo pagare il genitore con reddito maggiore nel tentativo di rendere lo stile di vita del minore uguale in entrambe le famiglie. Questo principio di per sè non è sbagliato: se un genitore guadagna di più, dovrebbe pagare di più per suo figlio, anche da separato. E’ uno schifo l’applicazione: NESSUNA rendicontazione. Se il padre guadagna 2000 euro netti al mese e la madre 1400 euro netti ed il figlio è tenuto al 50% da tutti e due, NESSUNO dovrebbe NULLA all’altro. In tale circostanza se la madre non è in povertà e se il padre non gira in mercedes, NESSUNO dovrebbe avere una mannaia penale (mancati alimenti – denuncia penale) sulla testa, spesso con somme che coprono ben più dei bisogni base del minore. Questo genera infiniti contrasti e malcontento solo da una parte perchè la somma spropositata (e non necessaria dato che il minore consumerà MENO di quella somma) sarà utilizzata a totale discrezione del genitore collocatario (e magari la madre ci si farà le unghie / il padre che lo riceve si comprerà la motocicletta). La mancata rendicontazione è INACCETTABILE. Inoltre, come per l’assegno di separazione, a meno che non sia dimostrabile che l’altro coniuge ha volontariamente sabotato la propria carriera lavorativa per tenere i bambini (alla madre sarebbe bastata una PEC di licenziamento dove dicesse ‘mi licenzio per stare più vicina ai miei figli), nessuno dei due dovrebbe ricevere qualsivoglia mantenimento dall’altro “perchè nella nostra ex famiglia eravamo d’accordo che io mi sarei occupato/a dei bambini”. Nel più totale buonsenso e rendicontazione, è accettabile che il genitore con reddito maggiore (ancora una volta: non deve esserci una disparità enorme fra i due redditi e nessuno deve essere in povertà – ma povertà VERA, non ad esempio ricevendo 3 mantenimenti da 3 ex differenti che non vengono riportati come reddito in quanto figurano, anche se eccessivi, come ‘assistenza sociale’) paghi invece una percentuale maggiore delle spese EXTRA. Questo punto è fondamentale: chi guadagna di più (ancora fino alla nausea: se nessuno dei due è in VERA povertà e se nessuno dei due è un VERO riccone) dovrebbe piuttosto pagare in percentuale maggiore le spese extra (o sobbarcarsele interamente). Cosa cambia? Cambia TUTTO: le spese extra non sono vestiario, alimenti, alloggio.. ma sono spese che vanno concordate preventivamente ed approvate oltre che rendicontate (e si saprebbe CHIARAMENTE che i soldi spesi vanno VERAMENTE alla propria prole e non ad una persona con la quale non si vuole più avere nulla a che fare per farci quel che più le aggrada). Questo darebbe finalmente ai padri (e più raramente madri) il sacrosanto diritto a scegliere come destinare i propri guadagnati soldi (un genitore può motivare la disapprovazione di una spesa per suo figlio/a – se un genitore è una cattiva persona e nonostante la disponibilità economica nega di pagare necessarie spese mediche per il figlio/a, vorrà dire che si farà ricorso e si dimostrerà in tribunale con messaggi/email/PEC/prove alla mano che il genitore sta venendo meno agli obblighi assistenziali) ed approvare una spesa piuttosto che un’altra ed eviterebbe una mannaia penale a vita sulla loro testa (e viene sempre il dubbio che anche tutte le denunce penali per mancato mantenimento ingrassino sempre gli stessi figuri del separificio). Un genitore non collocatario potrebbe tenere i propri sudati soldi e rifarsi una vita: comprarsi una casa per sè e per suo figlio/a, comprare una casa per un’altra famiglia, metterli da parte per la vecchiaia (il sistema pensionistico è in crisi da parecchi anni e si sente sempre di più parlare delle pensioni integrative) o per suo figlio alla maggiore età. Cosa fa con i suoi soldi, tolti gli obblighi assistenziali ai suoi figli, è affare suo. Si fa presente (fonti non verificate – gruppo padri separati) di casi estremi in cui un genitore con affido esclusivo del minore debba pagare comunque un assegno di mantenimento alla controparte perchè il bambino deve avere lo stesso tenore di vita in entrambi i luoghi. Se vero, questo è totalmente insensato e prova delle ingiustizie che possono venire partorite dalla magistratura (e altri ricorsi a valanga). Inoltre ‘calcolare’ le spese di vitto e alloggio di un bambino è praticamente impossibile per un giudice dato che intervengono troppe variabili: non sa niente del cosiddetto ‘tenore di vita precedente alla separazione’, non può quantificare un beneamato perchè in una famiglia normale intervengono economie di scala su cibo, riscaldamento, affitto/mutuo e addirittura vestiario. E dare alla cieca una somma al ‘collocatario’ non assicura che quei soldi arrivino al minore, come già detto. E’ solo il modo migliore per generare contrasti senza fine. E ricorsi.
  3. Non è accettabile che un genitore separato debba avere paura di perdere il lavoro sentendosi dire “dovrai COMUNQUE versare i soldi del mantenimento al bambino, altrimenti vai a processo penale.. anche se non lavori e non guadagni dovrai versare quei soldi. E dovrai fare revisione immediata passando di nuovo per i giudici per il ricalcolo del mantenimento.” I tempi di revisione sono quasi sempre lunghi e nel frattempo il genitore separato si trova SENZA lavoro, CON affitto e spese proprie (deve pur mangiare) e con il mantenimento ELEVATO che era stato affibbiato con mannaia penale quando ancora aveva reddito. Questa è demenza ed erode completamente i risparmi del genitore separato. E non è detto che il ricalcolo sia retroattivo. Tutto dipende dal giudizio del giudice. E devi anche spendere soldi e benzina per la macchina per andare a prendere tuo figlio altrimenti sei un cattivo padre/madre! E chissà magari ti alziamo il mantenimento perchè vai poco a vederlo.
  4. Non è accettabile che il passaporto di un genitore separato debba essere rinnovato con la firma dell’ex coniuge (legge 21 novembre 1967, n1185, art 3/b). Se l’ex è conflittuale (o con disturbo della personalità non diagnosticato – cfr. disturbo di personalità narcisistico) non acconsentirà alla firma al solo scopo di creare contrasti, l’ex dovrà rivolgersi ad un giudice per ottenere la firma dovendo anche DIMOSTRARE che non sta scappando in Messico per sottrarsi al mantenimento (insensata presunzione di colpa a prescindere). Questo viola la libertà individuale, presuppone che ogni genitore separato sia un galeotto e non ci sono attualmente dati certi che mostrino come questa legge abbia avuto successo nel prevenire sottrazioni di minori all’estero (le firme per i passaporti vanno bene per il passaporto del MINORE, non per l’ex! E bloccare subito il passaporto del minore dopo una separazione!). E’ possibilissimo perdere offerte di lavoro ben pagate all’estero per colpa di questa trafila disastrosa e dispendiosa. Ancora una volta viene da chiedersi se questa legge non sia ancora stata abrogata perchè fa comodo a qualcuno..

Per informazione ai lettori, una petizione all’Europarlamento sta cercando di abrogare questa insensata e discriminatoria legge partorita nel ’67 quando probabilmente non si pensava certo ad un genitore che viaggiasse per lavoro o che lavorasse all’estero: https://www.europarl.europa.eu/petitions/en/petition/content/0610%252F2018/html/Petition-No-0610%252F2018-by-Marinella-Colombo-%2528Italian%2529-on-the-discriminatory-practice-of-the-Italian-State-in-relation-to-the-issue-and-renewal-of-the-passport-of-the-Italian-parent

Si invita caldamente a firmarla (anche se probabilmente non servirà a molto).

  1. Non è accettabile che il genitore non collocatario (nella stragrande maggioranza dei casi il padre) debba – questo di solito non è esplicitamente scritto nelle sentenze ma di fatto si realizza quasi sempre – andare su e giù a prendere i figli spendendo altri soldi di benzina, stress e tempo per le commutazioni (e l’altro coniuge – spesso la madre – non abbia nemmeno da andare a riprendere i figli). Quei soldi, stress e tempo non vengono mica calcolati nel famoso ‘mantenimento’.
  2. O se vengono calcolati, come si fa a saperlo? Non è accettabile che i magistrati tirino fuori un numero come a tombola per il mantenimento. Se hanno seguito un ragionamento (o algoritmo, che dir si voglia) questo deve essere reso pubblico per giustificare eventuali ricorsi o giustificare il numero stesso (e anche per prevenire stupidaggini – errare humanum est, o magari l’errore è voluto…). Giustizia trasparente, esattamente come amministrazione trasparente. O è solo un altro schifo.
  3. Non è accettabile che la casa coniugale vada al genitore collocatario. La casa dovrebbe essere venduta ed il ricavato dato a metà ai coniugi (come viene fatto in molti altri paesi europei). E ognuno per sè: dai genitori, con un altro mutuo o con un affitto. Questo è un arbitrio inaccettabile e non giustificabile con il ‘bene superiore del minore’. Solo se il padre (o madre) mostrasse un comportamento discurico (e.g. spendere tutti i soldi in prostitute e mostrare disinteresse verso i figli) allora sarebbe giustificabile. E questo deve essere dimostrato o sono solo chiacchiere per generare conflitti e distruggere l’altro. Se entrambi i genitori hanno un posto dove stare (o potrebbero permetterselo in affitto dopo la vendita della casa), la casa si vende e pace. L’Italia è l’unico paese Europeo dove un uomo onesto, lavoratore e bravo padre di famiglia può ritrovarsi, per decisione UNILATERALE della moglie, a dover pagare un mantenimento elevato a vita e a dover vedere la casa che lui stesso ha pagato dove un altro uomo, nuovo compagno della ex, farà da padre ai SUOI figli, vivrà nella SUA casa ed assieme alla propria ex e al famigerato ‘tenore di vita del minore’ godrà dei SUOI soldi. Questo è uno schifo ormai inaccettabile e la magistratura DEVE finirla di prendere in giro la gente dicendo che si fa per il bene superiore del minore (a meno che non ci siano VERI ED OGGETTIVI elementi che lo attestino). In teoria (ma succede una volta per ogni morte di Papa) ciò potrebbe succedere anche ad una donna a parti invertite. E anche a parti invertite è UGUALMENTE inaccettabile.
  4. Ancora una volta: non è accettabile che il mantenimento sia elevato per garantire al minore ‘lo stesso tenore di vita in entrambe le case’. E’ accettabile far pagare le spese extra rendicontate e soggette ad approvazione di più al genitore con più reddito. Un padre separato (più raramente una madre) si ritrova a pagare una somma elevata di mantenimento e non può permettersi un affitto o un mutuo per andare a vivere da solo. Deve sentirsi dire dall’avvocato “beh puoi aprire un mutuo e chiedere il ricalcolo del mantenimento, il giudice forse ti ridurrà l’assegno mensile dato che hai un’altra spesa dopo”. E la certezza che il giudice lo farà chi gliela da? E se apre un mutuo ASSIEME all’assegno di mantenimento per andarsene da casa dei suoi genitori (magari per stare più vicino ai suoi figli) e poi il giudice non gli abbassa (o addirittura gli alza) l’assegno? E’ fregato. Non è quindi più accettabile la paura, l’incertezza e la depressione che scaturiscono dal dover SEMPRE affidarsi alla buona volontà di un giudice per non avere la propria vita distrutta.
  5. Non è accettabile che il mantenimento vada pagato fino all’indipendenza economica del figlio. A 18 anni si può dare l’assegno direttamente al figlio ma bisogna passare ancora una volta dal giudice (e altro ricorso e soldi). Solo quando il/la figlio/a trova un lavoro (e ringraziate il cielo perchè magari fa l’università fuori corso per 15 anni), e inoltre questo deve essere un lavoro STABILE (e ringraziate doppiamente il cielo in questo periodo economico) allora bisognerà DI NUOVO passare per il giudice per far togliere l’assegno di mantenimento (e altri soldi e ricorsi).  Dal documento citato qualche paragrafo sopra si evince che l’Italia è ancora una volta l’unico paese a fare una cosa del genere. Tutti gli altri paesi cessano gli assegni di mantenimento alla maggiore età del figlio o ad una soglia attorno ai 21 anni. Ancora una volta l’Italia è campionessa di burocrazia, soldi buttati, ingiustizie e generazione di contrasti e malcontento. Viene davvero da chiedersi se non sia stato fatto apposta.

Il DDL735 era partito molto bene ma probabilmente è stato affossato per ragioni squisitamente politiche ed economiche: chi si mette dalla parte dei grandi sopraffatti, dei grandi sfigati, dei grandi discriminati d’Italia, dei padri separati, sa bene che per gli N voti dei padri separati si ritroverà N voti contro da parte delle ex (o ugualmente a parti rovesciate, anche se di solito sono i padri quelli con un affido condiviso ‘farlocco’ non collocatario e con una mannaia penale praticamente a vita) e si ritroverà anche contro tutti coloro che fanno soldi con il business del separificio. Politicamente, probabilmente non conviene. Umanamente, è la cosa giusta da fare. Gli interessi economici in gioco sono enormi purtroppo: non solo il business del separificio ma anche tutti coloro che lucrano sul presentare i padri italiani e, più in generale, gli uomini italiani come orchi violenti (cfr. business dei centri antiviolenza e dei grandi sostenitori dell’emergenza femminicidio) opporranno un cambiamento di civiltà e costituzionalità del genere. E poi i padri separati sono spaventati perchè ogni dimostrazione pubblica potrebbe arrivare agli occhi del magistrato che non gli farà vedere i figli e lo distruggerà economicamente (oltre che troppo impegnati a lavorare per sostenere sè stessi e la loro famiglia): sono la carne da macello perfetta per fare soldi.

E sempre al riguardo del DDL735 attenzione a non nominare mai più la parola che inizia con la ‘S’: Sindrome da alienazione parentale. Non usate la parola con la ‘S’ e non chiamatela Sindrome perchè che sia una sindrome o meno, la cosa importante è chiamarla solo ‘alienazione parentale’. Perchè significa ‘condizionare un bambino piccolo’. Ed è una cosa che anche gli asini sanno che è possibile, sindrome o meno.

Le quattro bestemmie

Le quattro bestemmie, le quattro parole tremende  ed eretiche che mai dovranno essere profferite né dovranno mai essere legge ed imposte ad un magistrato, sono:

MANTENIMENTO DIRETTO e TEMPI PARITETICI.

I tempi paritetici sono anche supportati da studi scientifici e documentati (un esempio anche nella pagina di wikipedia) https://en.wikipedia.org/wiki/Shared_parenting#Scientific_research mentre per i sostenitori della teoria dei ‘pacchi postali’ non vi sono né studi né buonsenso che reggano. A chi risponde “ma il minore deve avere una sola cameretta, come tutti i bambini normali” rispondiamo: una cameretta soltanto (perchè gli amichetti può averceli in entrambi i posti) NON giustifica la distruzione genitoriale ed economica di una figura parentale. C’è stata una separazione, questo è un fatto: il bambino NE risentirà in un modo o in un altro. Smettiamola di fare ingiustizie ad una parte soltanto (e forse per ragioni economiche) e di dire stupidaggini nell’interesse superiore, supremo, sommo, eccelso, di magnitudo infinita, [altri aggettivi scemi] del minore. L’interesse del minore va fatto rispettando anche la dignità umana di entrambi gli ex coniugi, che hanno diritto a rifarsi una vita e staccarsi da persone conflittuali perchè anche essi sono persone ed hanno dignità di persone (e i contrasti e ricorsi dovresti MINIMIZZARLI, quello è il VERO bene superiore del minore).

Queste quattro parole non riavvolgerebbero l’orologio di 50 anni (come sbandierato da stampa indecente) e non farebbero risprofondare l’Italia in un non meglio precisato patriarcato, ma la farebbero avanzare umanamente, socialmente ed eticamente almeno di 150 anni. Un DDL serio dovrebbe rendere legge soltanto queste quattro parole (tranne casi di inapplicabilità ovviamente). Ed i magistrati dovrebbero seguire questa legge come ‘orientamento prevalente’, ancora e fino allo stremo, tranne casi di oggettiva inapplicabilità. Stavolta l’organo che va corretto, perchè in molti di questi casi marcio fino al midollo, è proprio quello della magistratura.

Chiunque combatterà per l’articolo 3 della nostra bellissima costituzione e propugnerà la dignità genitoriale, economica e l’uguaglianza fra madri e padri, dovrà combattere ferocemente le orde dei professionisti del separificio, dei razzisti di genere sommari, di tutti coloro che fanno soldi sfruttando il dogma del ‘padre orco violento’ (spesso i centri antiviolenza ed il loro apparato pubblicitario) e anche di tutti coloro che beneficiano di una disuguaglianza sociale (anche molte donne ed alcuni padri che intendono trarre vantaggio da una rendita parassitaria a danno e distruzione di una figura della loro vita ormai odiata – sadici più interessati al proprio benessere che al tanto sbandierato bene superiore del minore).

Ma sarà una persona onesta, e poche se ne sono viste negli ultimi tempi in Italia.

P.s. a dispetto di altri ‘figuri’ che ritengono di avere l’opinione migliore in ogni circostanza della vita, questo documento NON ha tale pretesa. Errori, correzioni o dimenticanze potrebbero essere aggiunte per correggere e modificare questo documento (e mi scuso in anticipo per aver detto delle falsità o aver sostenuto una tesi poi dimostratasi errata). Del resto solo gli idioti non cambiano mai idea anche di fronte all’evidenza del contrario. Chissà se la magistratura cambierà mai questo ‘orientamento prevalente’ in ‘orientamento magari non prevalente ma onesto’.

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